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Prospettive d’investimento | Articolo - 4 Min

Coronavirus: La nostra visione e la nostra strategia

Sono tempi straordinari. Il numero delle vittime a causa dell’epidemia di coronavirus potrebbe essere potenzialmente estremamente elevato. I governi di tutto il mondo prendono ogni giorno misure estreme, inusuali per tempi di pace, perché, per dirla senza mezzi termini, l’umanità è in guerra con il virus.

Ci sono state molte notizie da “assorbire” per i mercati. Le ultime settimane hanno visto sfrenate fluttuazioni nei prezzi di mercato. Le inevitabili correzioni delle valutazioni sono state sicuramente esacerbate dalla quasi totale assenza di liquidità. Per ragioni comprensibili, molti investitori potrebbero prendere in considerazione gli scenari peggiori e optare per strategie difensive di conservazione del capitale dopo la correzione dei prezzi.

A nostro avviso, non è questo il momento di vendere. In effetti, come investitori di lungo termine, stiamo cercando opportunità per aumentare il rischio, non per ridurlo e per questo abbiamo elaborato una strategia che abbiamo suddiviso in tre pilastri: il virus, le prospettive e le valutazioni.

La nostra strategia

  1. Il virus: non siamo epidemiologi, siamo professionisti degli investimenti, ma se la società è in guerra con il COVID19, è fondamentale comprenderlo e tenerne traccia poiché questa è l’evento che sta guidando i mercati e la risposta delle politiche pubbliche
  2. Le prospettive: i mercati sono lungimiranti, elaboreranno notizie sul virus e le stime che ipotizzano la fine dell’emergenza dovuta al virus, determinando potenziali grandi variazioni nelle valutazioni. In quanto investitori, è essenziale essere all’avanguardia in questo processo e individuare i segnali chiave che segnaleranno la probabile traiettoria dei mercati
  3. Valutazioni: quando i mercati crollano e la volatilità si impenna, l’istinto naturale è quello di passare da una mentalità orientata ai “ritorni del capitale” ad una mentalità di “ritorno del capitale”. Tuttavia, gli investitori dovrebbero anche chiedersi se le recenti ventite massicce abbiano dato luogo a valutazioni interessanti. Per valutare le azioni, si possono esaminare i rapporti prezzo-utile corretti ciclicamente. Gli spread del credito e i rendimenti reali delle obbligazioni in un contesto storico sono altri parametri che, a nostro avviso, gli investitori possono continuare a considerare.

Perché pensiamo che non sia il momento di vendere

La tentazione nei momenti di crisi è posizionarsi sullo scenario peggiore, diventare difensivi e focalizzarsi sulla conservazione del capitale. Riteniamo che sia un errore: ora non è il momento di vendere. La correzione si è già verificata e gli asset sono già stati valutati per pandemia e presumibilmente anche per il panico.

Le prospettive sono incerte, ma ciò non giustifica l’inazione. Non possiamo permetterci il lusso di attendere che sia fatta chiarezza sull’impatto finale del virus sulla società e sull’economia prima di prendere decisioni in materia di investimenti. I mercati avranno valutazioni che tengano in considerazione la fine dell’emergenza COVID19 molto tempo prima che tutta l’incertezza si sia dissipata.

Come investitori a lungo termine, dobbiamo assumere una posizione sul costo umano, sociale ed economico del virus e poi valutare le opinioni rispetto agli attuali prezzi di mercato. Le valutazioni sembrano avere superato i livelli previsti, sotto l’effetto del panico e delle turbolenze dei mercati. Le valutazioni cominciano a diventare interessanti e prevediamo di aggiungere rischio, non di ridurre.

La risposta politica invertirà la rotta

Per essere chiari, riteniamo che la situazione peggiorerà prima che migliori. Ci saranno perdite catastrofiche di vite umane e una forte contrazione dell’attività nelle prossime settimane. Le autorità potrebbero essere costrette a imporre molteplici chiusure nei prossimi mesi per tenere sotto controllo il virus. Tuttavia, riteniamo che la risposta politica globale alla fine invertirà la tendenza.

Crediamo che una combinazione di fattori aiuterà in ultima analisi la società ad imparare a convivere con il virus senza ricorrere a chiusure infinite, soprattutto grazie a fattori quali l’aumento dell’immunità acquisita in seno alla popolazione, i test diagnostici e serologici su scala industriale, l’aumento della capacità del sistema sanitario di affrontare i casi acuti e adozione da tutto il mondo di migliori pratiche sulle strategie di contenimento al di fuori del blocco.

Inoltre, ci conforta la risposta, già significativa e tuttora orientata alla politica economica, alla crisi. Le chiusure metteranno enorme stress su aziende e famiglie, ma più la risposta politica globale si muoverà verso la “socializzazione di tutte le perdite, qualunque sia il costo”, più siamo sicuri che l’economia riesca a superare la tempesta.

Quali saranno i fattori di cambiamento della situazione?

I fattori che cambieranno il gioco sono ovviamente l’arrivo di antivirali efficaci e, in ultima analisi, di un vaccino, ma almeno per quanto riguarda quest’ultimo, ci attendono diversi mesi di sperimentazione che ne assicurino la sicurezza, tempi difficilmene comprimibili. Tuttavia, notizie credibili sui progressi probabilmente aiuteranno il mercato a superare dalla crisi.

Le valutazioni dei titoli azionari cominciano ad apparire interessanti: Il nostro dashboard relativo alle metriche di valutazione si è spostato dal rosso al verde. L’indice azionario S&P 500 è sceso di circa un terzo, riflettendo un calo delle previsioni sugli utili e un calo del rapporto P/E in confronto, i rendimenti obbligazionari sono molto più bassi. Ulteriori cali delle aspettative sugli utili costituiscono un rischio di ribasso per le valutazioni – in particolare in uno scenario di shutdown su vasta scala mondiale – ma il significativo aumento del premio per il rischio delle azioni potrebbe fungere da ammortizzatore per le cattive notizie sugli utili.

Conclusione

Considerando una combinazione di fattori, non riteniamo sia il momento di vendere, ma di incrementare il rischio in modo selettivo.

Ovviamente, non sottovalutiamo i rischi sottesi a questa visione e in un’ottica di costante informazione e monitoraggio, pubblicheremo ogni mercoledì un aggiornamento che analizzerà con attenzione lo stato del virus, le prospettive e le valutazioni.

Si prega di notare che gli articoli possono contenere termini tecnici. Per questo motivo potrebbero non essere adatti ad un lettore senza esperienza professionale in materia di investimenti. Qualsiasi opinione qui espressa è quella degli autori alla data di pubblicazione, si basa sulle informazioni disponibili e può essere modificata senza preavviso. I singoli team di gestione del portafoglio possono avere opinioni diverse e prendere decisioni di investimento diverse per i diversi clienti. Il valore degli investimenti e il rendimento da essi generato possono aumentare o diminuire ed è possibile che gli investitori non recuperino l’importo originariamente investito. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. L’investimento nei mercati emergenti o in settori specializzati o ristretti può presentare una volatilità superiore alla media, a causa di una forte concentrazione, di maggiori incertezze dovuta alla minore quantità di informazioni disponibili, alla minore liquidità o alla maggiore sensibilità ai cambiamenti delle condizioni di mercato (sociali, politiche ed economiche). Alcuni mercati emergenti offrono meno sicurezza della maggior parte dei mercati sviluppati internazionali. Per questo motivo, i servizi per le operazioni di portafoglio, la liquidazione e la conservazione per conto dei fondi investiti nei mercati emergenti possono comportare maggiori rischi. I beni privati sono opportunità di investimento che non sono disponibili attraverso i mercati pubblici come le borse valori. Consentono agli investitori di trarre profitto direttamente da temi di investimento a lungo termine e possono fornire accesso a settori o industrie specializzati, come infrastrutture, immobili, private equity e altre alternative a cui è difficile accedere con i mezzi tradizionali. I beni privati, tuttavia, richiedono un'attenta considerazione, in quanto tendono ad avere livelli di investimento minimo elevati e possono essere complessi e illiquidi.

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